Biografia

Gino Alacqua nasce a Francofonte, il primo novembre 1961. A diciassette anni un cambio radicale. Da quella che è considerata la patria della migliore arancia rossa di Sicilia si trasferisce a Lecco, dove conclude gli studi di ragioneria.

A 17 anni e 7 mesi, nel 1979, gli viene conferito il brevetto di paracadutista civile divenendo, per l’epoca, il più giovane paracadutista in Italia. Quello del paracadutismo è un hobby che pratica con continuità  sino ai 24 anni. Appassionato di tennis, riceve l’incarico di coordinatore tecnico del Tennis Club Lecco e, nel contempo, incomincia ad interessarsi di arte antica visitando chiese e musei, in Italia e all’estero. Verso la fine degli anni ottanta, grazie anche alla frequentazione e all’insegnamento di esperti del settore, inizia a svolgere l’attività  di mercante d’arte, professione che eserciterà  sino al 2006.

La passione di Gino per il gioco ed in particolare per le carte ha radici antiche: sin da ragazzino, durante feste e vacanze estive, dimostra la sua capacità  a 7 e mezzo, scala quaranta, briscola e scopa d’assi. Ma è solo attorno ai 21 anni che a Lecco conosce le regole e inizia a giocare a Poker italiano e a telesina a casa di amici.

Qualche anno dopo, nei primi anni novanta, entra in contatto per la prima volta con il mondo dell’azzardo ed insieme ad amici lecchesi inizia a frequentare saltuariamente i Casinò italiani, rimanendo affascinato innanzitutto dallo Chemin de Fer. Nel 1997 si trasferisce a Milano per motivi di lavoro.

Nel 2006 alcuni amici conosciuti qualche anno prima al Casinò di Lugano durante una partita di telesina, gli spiegano le regole di Texas Hold’em e Omaha.

E’ un colpo di fulmine per lui. L’interesse per i giochi americani è immediato, incomincia a frequentare i tavoli con queste varianti e pochi mesi dopo, nel giugno 2006, si iscrive, convinto da amici, al Main Event di Hold’em che si svolge presso il Casinò di Sanremo: primo torneo in carriera e subito…secondo posto! Da allora è un crescendo rossiniano che lo porterà  (dati aggiornati a metà  aprile 2008) ad occupare il Terzo posto nella “All time money list” dei giocatori italiani di The Hendon Mob, la Bibbia del settore.

Terzo assoluto ma Primo degli “italiani residenti in Italia”, perchè il primo posto è occupato da John Spadavecchia e il secondo da Max Pescatori, che risiedono rispettivamente in Florida e a Las Vegas. Nell’ottobre del 2006 vince il torneo da 300 euro di iscrizione al Casinò de la Vallèe di Saint Vincent e nel 2007 vince due edizioni del Main Event al Casinò di Campione d’Italia: forte di questi straordinari risultati, nell’ultima parte dell’anno fa la sua comparsa sul circuito dell’European Poker Tour (EPT). La partenza è col botto: ai primi di dicembre a Praga arriva secondo su 555 partecipanti arrendendosi soltanto al francese Arnaud Mattern in uno sfortunatissimo heads-up. Nel febbraio 2008 arriva diciannovesimo alla tappa dell’EPT di Copenhagen e nel marzo regola ancora tutti al Main Event di Campione d’Italia, vincendolo.

Un risultato probabilmente unico al mondo: tre vittorie su quattro edizioni nell’arco di meno di dieci mesi nell’enclave italiana in terra svizzera! Di pari passo con i risultati ai diversi Tornei crescono fama, stima e timore al tavolo da parte di giocatori e appassionati. Una sera della primavera 2007 ad un tavolo di cash al Casinò di Lugano vince con una mano assai creativa un piatto molto significativo e l’avversario se ne esce con l’affermazione: “Ma allora Gino sei proprio un diavolo, anzi, sai che ti dico?, El Diablo!“. Da allora è per tutti Gino “El Diablo” Alacqua, giocatore rispettato non solo per la sua bravura ma anche per il suo stile. Sempre in giacca e cravatta, ottimo conversatore, nessuno lo ha mai visto lamentarsi eccessivamente in occasione di una bad beat. Nonostante il poker da professionista occupi oramai gran parte delle sue giornate, trova sempre il tempo quando è in viaggio per tornei, per visitare un Museo o una galleria d’arte e, sia pure con minor frequenza di quanto desideri, per continuare a praticare tennis e sci.


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